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Le attestazioni OIV per l’anno 2024

Premessa

Con delibera 23 aprile 2024, n. 213, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha individuato specifici obblighi di pubblicazione che saranno oggetto di attestazione per l’anno 2024 da parte degli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV), o degli organismi con funzioni analoghe, nominati presso le pubbliche amministrazioni e gli organismi tenuti ad applicare la normativa dettata dal d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33.

I soggetti tenuti all’attestazione OIV

Sono tenuti all’attestazione sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione gli OIV istituiti, oltre che presso le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 2-bis, c. 1, d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, anche presso le aziende speciali, se queste operano come enti pubblici economici, nonché presso le società in house e le società in controllo pubblico, con esclusione delle società quotate, e le associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario per almeno due esercizi finanziari consecutivi nell’ultimo triennio da pubbliche amministrazioni e in cui la totalità dei titolari o dei componenti dell’organo d’amministrazione o di indirizzo sia designata da pubbliche amministrazioni.
Sono, inoltre, tenuti ad attestare il corretto adempimento degli obblighi di pubblicazione, limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all’attività di pubblico interesse, le società a partecipazione pubblica non di controlloe le associazioni, le fondazioni e gli enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici.

Gli obblighi di pubblicazione oggetto di attestazione

Agli OIV o agli organismi o agli altri soggetti con funzioni analoghe è richiesto di attestare, per l’anno 2024, la pubblicazione dei documenti riconducibili alle seguenti sezioni “trasparenza”:

  • per le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 2-bis, c. 1, d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33:
      1. Consulenti e collaboratori (art. 15);
      2. Performance (art. 10, c. 8, e art. 20);
      3. Enti controllati (art. 22);
      4. Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici (artt. 26-27);
      5. Beni immobili e gestione patrimonio (art. 30);
      6. Controlli e rilievi sull’amministrazione (art. 31);
      7. Servizi erogati (art. 32);
      8. Pagamenti dell’amministrazione (artt. 4-bis, 33, 36 e 41, co. 1);
      9. Pianificazione e governo del territorio (art. 39).
  • per le aziende speciali, se operano come enti pubblici economici, le società in house e le società a controllo pubblico, le associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato se soddisfano le condizioni previste dall’art. 2-bis, c. 2, lett. c), d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33:

      1. Consulenti e collaboratori (art. 15-bis);
      2. Selezione del personale (art. 19);
      3. Performance (art. 20);
      4. Enti controllati (art. 22);
      5. Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici (artt. 26-27);
      6. Bilanci (art. 29);
      7. Servizi erogati (art. 32);
      8. Altri contenuti / accesso civico;
      9. Altri contenuti / PTPC (art. 10 d.lgs. 33/2013, art. 18, co. 5, d.lgs. 39/2013, l. 190/2012).
  • per le società a partecipazione pubblica non di controllo, per le associazioni, fondazioni e enti di diritto privato previste dall’art. 2-bis, c. 3, d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, limitatamente all’attività di pubblico interesse:
      1. Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici (artt. 26-27);
      2. Servizi erogati (art. 32 e solo per il SSN anche art. 41, co. 6);
      3. Altri contenuti / Accesso civico.

L’attestazione deve tener conto dello stato di pubblicazione dei documenti e delle informazioni al 31 maggio 2024 e la verifica dovrà coinvolgere i dati pubblicati o che avrebbero dovuto essere pubblicati almeno negli ultimi 5 anni decorrenti dall’anno successivo a quello in cui decorre l’obbligo di pubblicazione.

Le verifiche richieste agli OIV

Agli OIV, o agli organismi con funzioni analoghe, è chiesto di verificare, non solo la presenza o l’assenza dei documenti e delle informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria, ma anche la qualità dei documenti e delle informazioni pubblicate, in termini di completezza, aggiornamento e formato.

Gli OIV, pertanto, sono tenuti ad attestare ad ANAC il corretto e completo rispetto dell’art. 5, d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, il quale obbliga i soggetti pubblici di garantire  la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l’omogeneità, la facile accessibilità, la riutilizzabilità, nonché la conformità ai documenti originali in loro possesso, 

I documenti e le informazioni da pubblicarsi

I documenti e le informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria sono indicati dal d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33.

Gli OIV, o gli organismi con funzioni analoghe, verificano la presenza o l’assenza di dette informazioni tenendo conto delle indicazioni fornite da ANAC sull’attuazione della normativa con le seguenti determinazioni:

  • per le pubbliche amministrazioni è possibile fare riferimento alla determinazione ANAC n. 1310 del 28 dicembre 2016 e successivi aggiornamenti;
  • per le aziende speciali, le società in house, le società in controllo pubblico e gli altri soggetti indicati, è possibile fare riferimento alla determinazione ANAC n. 1134 del 8 novembre 2017.

Il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) 2019 ha poi evidenziato la necessità che le pubbliche amministrazioni e gli altri organismi tenuti ad applicare la normativa prevista dal d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, specifichino, in ogni singola sezione dedicata alla “trasparenza”, quando non è possibile pubblicare documenti perché non prodotti o non ancora formati o perché non pertinenti rispetto alle caratteristiche organizzate o funzionali, in modo che l’apparente incompletezza della sezione trasparenza non si scambiata per inadempimento.

La tempestiva pubblicazione dei dati

Gli OIV, o gli organismi con funzioni analoghe sono tenuti a controllare ed attestare che i documenti e le informazioni siano stati pubblicati nella sezione dedicata alla “amministrazione trasparente” o “società trasparente”, nel rispetto delle tempistiche previste dal legislatore.

L’art. 8, c. 1, del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, prescrive che i documenti contenenti atti oggetto di pubblicazione obbligatoria siano pubblicati tempestivamente sul sito istituzionale dell’ente, fatta eccezione per le seguenti informazioni:

  • le informazioni previste dall’art. 14 relative ai titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e ai titolari di incarichi dirigenziali, devono essere pubblicati entro tre mesi dalla elezione, dalla nomina o dal conferimento dell’incarico;
  • i dati relativi ad incarichi di collaborazione o di consulenza presso pubbliche amministrazioni (art. 15) devono essere pubblicati entro tre mesi dal conferimento dall’incarico;
  • i dati relativi ad incarichi di collaborazione e consulenza conferiti da società a controllo pubblico (art. 15-bis)  devono essere pubblicate entro trenta giorni dal conferimento dell’incarico
  • i documenti e gli allegati del bilancio preventivo e del conto consuntivo, nonché i dati relativi al bilancio di previsione e a quello consuntivo in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, entro trenta giorni dalla loro approvazione.

Per ogni ulteriore dettaglio è possibile fare riferimento alle determinazioni ANAC sopra indicate.

L’aggiornamento dei dati

Gli OIV, o gli organismi con funzioni analoghe, sono tenuti a verificare che i documenti o le informazioni siano state aggiornate periodicamente da parte dell’ente di riferimento.

Il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 prevede differenti frequenze di aggiornamento:

  • annuale: per i dati che, per loro natura, non subiscono modifiche frequenti o la cui durata è tipicamente annuale (per esempio:  i PTPCT; le attestazioni concernenti le variazioni della situazione patrimoniale; le dichiarazioni di insussistenza di cause di incompatibilità al conferimento dell’incarico; dotazione organica);
  • semestrale: per i dati che sono suscettibili di modifiche frequenti ma per i quali la norma non richiede espressamente modalità di aggiornamento eccessivamente onerose in quanto la pubblicazione implica per l’amministrazione un notevole impegno, a livello organizzativo e di risorse dedicate, tanto più per gli enti con uffici periferici (per esempio, l’elenco delle richieste di accesso con indicazione dell’oggetto e della data della richiesta nonché del relativo esito con la data della decisione);
  • trimestrale: per i dati soggetti a frequenti cambiamenti (per esempio, tassi di assenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale e dati sui propri pagamenti in relazione alla tipologia di spesa sostenuta);
  • aggiornamento tempestivo, per i dati che devono essere pubblicati nell’immediatezza della loro adozione (per esempio, atti di nomina degli amministratori, articolazione degli uffici, ecc.). La tempestività dell’aggiornamento dovrà essere valutata in base alle previsioni dettate dai PTPCT o dai PIAO.

Le determinazioni ANAC sopra indicate specificano la frequenza di aggiornamento per ogni singolo obbligo di pubblicità.

La durata della pubblicità

I dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati per un periodo di 5 anni, decorrenti dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello da cui decorre l’obbligo di pubblicazione.

Decorsi detti termini, le informazioni saranno accessibili su richiesta da formularsi ai sensi  dell’art. 5 (Accesso civico ai documenti), d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33. 

Ne consegue che:

  • i documenti prodotti nell’anno 2019 rimangono pubblicati fino al 31/12/2024;
  • i documenti prodotti nell’anno 2020 rimangono pubblicati fino al 31/12/2025;
  • i documenti prodotti nell’anno 2021 rimangono pubblicati fino al 31/12/2026;
  • i documenti prodotti nell’anno 2022 rimangono pubblicati fino al 31/12/2027;
  • i documenti prodotti nell’anno 2023 rimangono pubblicati fino al 31/12/2028;
  • i documenti prodotti nell’anno 2024 rimangono pubblicati fino al 31/12/2029.

Le uniche eccezioni alla durata quinquennale previste dal d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, riguardano:

  • gli atti pubblicati che producono ancora effetti al raggiungimento del termine quinquennale. Tali documenti devono rimanere pubblicati fino a quando conserveranno efficacia;
  • i dati riguardanti i titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati, salvo che siano attribuiti a titolo gratuito, e per i titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti (cfr. art. 14, c. 1- bis) e i dati riferiti ai titolari di posizioni organizzative a cui sono affidate deleghe ai sensi dell’articolo 17, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001 (cfr. art. 14, c. 1 quinquies). Dette informazioni rimangono pubblicate per tre anni successivi alla scadenza del mandato o dell’incarico;
  • le informazioni concernenti la situazione patrimoniale dei soggetti di cui all’art. 14 cit. e, ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell’incarico o del mandato;
  • i dati relativi ad incarichi di collaborazione o consulenza e quelli riguardanti gli incarichi dirigenziali di collaborazione o consulenza a soggetti esterni, previsti dagli artt. 15, cc. 1 e 2 e 15-bis. Dette informazioni devono rimanere pubblicate per tre anni (art. 15) oppure per due anni (art. 15-bis) successivi alla scadenza del mandato o dell’incarico;
  • i risultati di bilancio degli enti indicati all’art. 22, lett. da a) a c). Devono rimanere pubblicati solo i risultati degli ultimi tre esercizi. 

Il formato aperto dei dati

L’art. 7, del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, prevede che i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito dell’accesso civico, siano pubblicati in formato di tipo aperto ai sensi dell’articolo 68 del Codice dell’amministrazione digitale.

Per formati di dati aperti si devono intendere i dati resi disponibili e fruibili in formati non proprietari, a condizioni tali da permetterne il più ampio riutilizzo anche a fini statistici e la ridistribuzione senza ulteriori restrizioni d’uso, di riuso o di diffusione.

I PDF originati da una scansione digitale di documenti cartacei non costituiscono “formato aperto”.  

Pertanto, questi ultimi vanno utilizzati solo quando non è possibile fare diversamente, e cioè limitatamente ai casi di documenti cartacei sottoscritti con firma autografa ovvero di documenti non originati dall’ente/società interessata e quindi forniti da terzi soggetti. 

L’assenza di filtri

Gli OIV sono tenuti ad attestare l’assenza di filtri e/o altre soluzioni tecniche atte ad impedire ai motori di ricerca web di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione “Amministrazione trasparente” o “Società trasparente”, salvo le ipotesi consentite dalla normativa vigente, trattandosi di adempimento strettamente connesso alla realizzazione della piena trasparenza amministrativa e alla effettiva disponibilità e riutilizzabilità dei dati pubblicati.

La collaborazione del RPCT

Gli Organismi Indipendenti di Valutazione, o gli organismi con funzioni analoghe, possono chiedere al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) le informazioni e i documenti necessari per lo svolgimento del controllo.

Spetterà poi al RPCT relazionarsi con i singoli uffici, individuati dal PTPCT come responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei documenti, affinché l’OIV sia posto nella condizione di poter condurre le verifiche di propria competenza ed attestare l’assenza di criticità ovvero sollevare rilievi sul corretto adempimento degli obblighi di trasparenza.

Il RPCT non può sostituirsi all’OIV nello svolgimento delle attività di attestazione.

Le modalità di svolgimento delle verifiche

Gli OIV, o gli organismi con funzioni analoghe, attestano l’assolvimento degli obblighi di trasparenza utilizzando l’applicazione web che sarà disponibile sul sito web di ANAC.

L’accesso alla suddetta applicazione sarà possibile, previa registrazione dell’utente al Sistema di registrazione e profilazione utenti dell’Autorità, con richiesta di attivazione del profilo OIV, anche nei casi in cui l’ente ne risulti provvisoriamente sprovvisto, con identificazione, in tale evenienza, del soggetto al quale sono attribuite funzioni di attestazione.

L’utilizzo dell’applicativo permetterà di documentare dal 3 giugno 2024 le verifiche, effettuate nella sezione «Amministrazione trasparente» o «Società trasparente» dei siti web delle amministrazioni/enti/società e di attestare il completo o parziale assolvimento degli obblighi di trasparenza.

Il termine ultimo per  l’invio delle attestazioni OIV

Gli OIV sono tenuti ad attestare il corretto assolvimento degli obblighi di trasparenza in argomento entro il 15 luglio 2024.

L’invio ad ANAC della scheda delle verifiche di rilevazione al 31 maggio 2024 e della relativa attestazione, deve avvenire esclusivamente mediante l’utilizzo dell’applicativo web.

Ogni altra modalità utilizzata non sarà ritenuta valida.

Dove si pubblica l’attestazione OIV

L’attestazione degli OIV, o degli altri organismi o soggetti con funzioni analoghe, completa della scheda delle verifiche di rilevazione al 31 maggio 2024, deve essere pubblicata da parte del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) nella sezione “Amministrazione trasparente” o “Società trasparente” sotto-sezione di primo livello “Controlli e rilievi sull’amministrazione“, sotto-sezione di secondo livello “Organismi indipendenti di valutazione, nuclei di valutazione o altri organismi con funzioni analoghe“, “Attestazione dell’OIV o di altra struttura analoga nell’assolvimento degli obblighi di pubblicazione” entro il 15 luglio 2024.

Le associazioni, le fondazioni e gli enti di diritto privato di cui all’art. 2-bis, co. 3, secondo periodo, d.lgs. 33/2013 pubblicano l’attestazione sul proprio sito web dandone specifica evidenza nella home page.

L’esito del controllo svolto dall’OIV

Nell’ipotesi in cui l’OIV, o l’organismo con funzioni analoghe, attesti la presenza di carenze di pubblicazione, spetterà al RPCT, successivamente alla pubblicazione dell’attestazione OIV, assumere le iniziative utili a superare le criticità segnalate ovvero di migliorare la rappresentazione dei dati per renderli più chiari e fruibili.

Gli OIV e gli altri organismi con funzioni analoghe verificheranno, entro il 30 novembre 2024, le misure di adeguamento agli obblighi di pubblicazione adottate dagli enti interessati e, tramite l’applicativo web sopra indicato, attesteranno, a partire dal 2 dicembre 2024 ed entro il 15 gennaio 2025, la permanenza o il superamento delle sole criticità esposte nella precedente attestazione.

L’attestazione OIV aggiornata dovrà essere pubblicata, entro il 15 gennaio 2025, nella sezione “Amministrazione trasparente” o “Società trasparente” sotto-sezione di primo livello “Controlli e rilievi sull’amministrazione“, sotto-sezione di secondo livello “Organismi indipendenti di valutazione, nuclei di valutazione o altri organismi con funzioni analoghe“, “Attestazione dell’OIV o di altra struttura analoga nell’assolvimento degli obblighi di pubblicazione“.

L’attività di controllo di ANAC

L’Autorità Nazionale Anticorruzione potrà verificare, d’ufficio o su segnalazione, la corrispondenza tra quanto attestato nelle schede di verifica prodotte dall’OIV e quanto effettivamente pubblicato dalle amministrazioni pubbliche/società o enti ai sensi del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33

Sulla base degli esiti di monitoraggio, così acquisiti, nonché del rispetto delle scadenze, le misure assunte dai RPCT potranno, inoltre, essere oggetto di valutazione da parte di ANAC nell’ambito dell’attività di controllo sull’operato dei RPCT di cui all’art. 45, co. 2, del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, per le conseguenti determinazioni.  

I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un avvocato. Per ottenere un parere legale in ordine alla questione giuridica che interessa è possibile richiedere una consulenza, oppure fissare un appuntamento. Gli autori declinano ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle presenti informazioni.

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