Quanto costa un ricorso al TAR: tariffe, contributo unificato e parcella

Quanto costa un ricorso al TAR: tariffe, contributo unificato e parcella

Quanto costa fare un ricorso al TAR: contributo unificato aggiornato per ogni tipo di ricorso, onorario dell'avvocato, spese accessorie, sospensiva, appello al Consiglio di Stato, gratuito patrocinio, chi paga le spese se si vince e due esempi concreti.

In breve — Un ricorso al TAR costa di solito da circa 2.000 a 6.000 euro, sommando il contributo unificato e l’onorario dell’avvocato. Il contributo unificato è la tassa per avviare il giudizio: 650 euro per la maggior parte dei ricorsi, 300 per l’accesso agli atti e il silenzio, 325 per i concorsi e il pubblico impiego, da 2.000 a 6.000 per gli appalti. Gli appalti di valore elevato costano di più. Se il ricorso è accolto, il giudice può porre le spese a carico dell’amministrazione.

1. Quali sono le spese legali per un ricorso al TAR?

Per sapere quanto costa un ricorso al TAR occorre innanzitutto distinguere le due voci che compongono la spesa:

La prima voce è certa fin dall’inizio; la seconda dipende dalla complessità del caso ed è quella che fa davvero la differenza sul costo finale. Le spese accessorie, come le notifiche, di solito pesano poco, mentre può aggiungersi un compenso per la sospensiva quando serve una decisione urgente.

Lo Studio Legale Calzoni fornisce sempre un preventivo scritto e dettagliato prima di assumere l’incarico, così il cliente conosce fin dall’inizio l’impegno economico complessivo.

2. Il contributo unificato: importi per tipologia di ricorso

Il contributo unificato per il ricorso al TAR è di 650 euro nella maggior parte dei casi, ma cambia con il tipo di ricorso. Gli importi sono fissati dall’art. 13, comma 6-bis, del Testo unico sulle spese di giustizia (d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115).

Tipo di ricorso Contributo unificato
Ricorso ordinario, e ricorso straordinario al Presidente della Repubblica 650 €
Accesso agli atti, silenzio della PA, ottemperanza, cittadinanza, residenza e soggiorno 300 €
Pubblico impiego, compresi i concorsi pubblici 325 €, oppure nulla con reddito imponibile inferiore a 40.978,92 €
Altre materie a rito abbreviato (art. 119 c.p.a.) 1.800 €
Appalti pubblici e atti delle Autorità indipendenti, valore fino a 200.000 € 2.000 €
Appalti pubblici e atti delle Autorità indipendenti, valore da 200.000 a 1.000.000 € 4.000 €
Appalti pubblici e atti delle Autorità indipendenti, valore oltre 1.000.000 € o non dichiarato 6.000 €

La norma · art. 13, comma 6-bis, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

«Il contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato è dovuto nei seguenti importi: […] e) in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 650.»

Il contributo si paga al deposito del ricorso, con modello F24 telematico. Gli importi aumentano della metà se il difensore non indica il proprio indirizzo PEC e il recapito fax, o se nel ricorso manca il codice fiscale della parte (art. 13, comma 6-bis.1). Per gli appalti il valore è l’importo a base d’asta, e i motivi aggiunti contro nuovi atti della stessa gara non pagano un nuovo contributo.

3. L’onorario dell’avvocato: come si calcola

L’onorario dell’avvocato si calcola con i parametri forensi del d.m. 10 marzo 2014, n. 55, aggiornati dal d.m. 13 agosto 2022, n. 147.

I fattori che influenzano la determinazione del compenso sono:

Per dare un’idea, l’onorario dello Studio per un ricorso al TAR parte da 1.500 euro. L’importo esatto viene indicato nel preventivo scritto, dopo aver esaminato il caso.

Quanto costa il tuo ricorso?

Inviaci il provvedimento e la data in cui l'hai ricevuto: ti rispondiamo con un preventivo scritto che indica il costo totale, contributo unificato compreso, e ti diciamo con franchezza se il ricorso ha possibilità di accoglimento.

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4. Si può fare ricorso al TAR senza avvocato?

No, di regola il ricorso al TAR richiede un avvocato: davanti ai tribunali amministrativi il patrocinio di un avvocato è obbligatorio (art. 22 del codice del processo amministrativo). Le eccezioni sono poche e fissate dalla legge.

La norma · art. 23 del codice del processo amministrativo

«Le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore nei giudizi in materia di accesso e trasparenza amministrativa, in materia elettorale e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell'Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.»

Fuori da questi casi, un ricorso presentato senza avvocato è inammissibile, e si perde anche il contributo unificato versato. Anche nei casi ammessi, però, il ricorso ha regole tecniche su notifiche e deposito telematico che conviene non sottovalutare.

5. Le spese accessorie

Le spese accessorie di un ricorso al TAR sono di solito contenute rispetto al contributo e all’onorario:

Nel processo amministrativo non si paga invece l’anticipazione forfettaria di 27 euro prevista per il processo civile.

6. La sospensiva cautelare: un costo aggiuntivo

La sospensiva è la richiesta al TAR di sospendere subito gli effetti dell’atto impugnato, senza aspettare la sentenza, quando il danno sarebbe grave e irreparabile. Non richiede un nuovo contributo unificato, ma comporta un’attività in più per l’avvocato, che può essere compresa nel preventivo o indicata a parte.

La domanda viene decisa nella prima camera di consiglio utile, trascorsi almeno 20 giorni dalla notifica e 10 dal deposito del ricorso (art. 55 del codice del processo amministrativo). Nei casi di urgenza estrema si può chiedere al presidente del TAR un decreto cautelare provvisorio, che arriva in pochi giorni (art. 56).

7. Costi del ricorso al Consiglio di Stato (appello)

L’appello al Consiglio di Stato costa più del primo grado: il contributo unificato è aumentato della metà, quindi 975 euro per un ricorso ordinario, 487,50 euro per il pubblico impiego e da 3.000 a 9.000 euro per gli appalti. Davanti al Consiglio di Stato serve inoltre un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori (art. 22, comma 2, c.p.a.).

L’appello va notificato entro 60 giorni dalla notifica della sentenza del TAR o, se la sentenza non è stata notificata, entro sei mesi dalla pubblicazione (art. 92 c.p.a.). Nella nostra esperienza il costo complessivo di un appello va di solito da circa 2.000 a 6.000 euro, perché lo studio della causa è in gran parte già fatto.

8. Gratuito patrocinio: quando si può chiedere

Il gratuito patrocinio, cioè il patrocinio a spese dello Stato, si può chiedere quando il reddito imponibile non supera 13.659,64 euro (d.m. 22 aprile 2025) e il ricorso non è manifestamente infondato. Se chi chiede vive con il coniuge o altri familiari, si sommano i redditi di tutti i componenti (art. 76 del d.P.R. 115/2002).

Nel processo amministrativo la domanda si presenta alla commissione per il patrocinio a spese dello Stato istituita presso ogni TAR e presso il Consiglio di Stato (art. 14, allegato 3, del codice del processo amministrativo). Chi è ammesso non paga il contributo unificato né l’onorario, che viene liquidato dallo Stato all’avvocato scelto negli elenchi del patrocinio. Lo Studio valuta caso per caso l’assunzione di incarichi in questo regime.

9. Chi paga le spese se si vince o si perde il ricorso

Le spese del ricorso al TAR, di regola, le paga chi perde: il giudice condanna la parte soccombente a rimborsarle, secondo le regole del codice di procedura civile richiamate dall’art. 26 del codice del processo amministrativo. Se si vince, quindi, le spese legali sono di norma a carico dell’amministrazione, calcolate sui parametri forensi: non sempre coprono per intero l’onorario concordato con il proprio avvocato.

Il giudice può anche compensare le spese, cioè lasciarle a carico di ciascuna parte, per esempio quando la questione è nuova o controversa. Anche in quel caso, però, il contributo unificato resta a carico dell’amministrazione che ha perso (art. 13, comma 6-bis.1, del d.P.R. 115/2002). Se l’amministrazione non paga spontaneamente, si può agire per ottenere il pagamento.

Se invece si perde, oltre al proprio avvocato si possono dover rimborsare le spese legali dell’amministrazione e dei controinteressati, se il giudice non le compensa. Con motivi manifestamente infondati il giudice può aggiungere una somma fino al doppio delle spese liquidate e, se il ricorso è temerario, una sanzione da due a cinque volte il contributo unificato (art. 26 c.p.a.). Per questo lo Studio propone il ricorso solo quando ci sono concrete possibilità di accoglimento.

10. Quanto costa in concreto un ricorso al TAR: due esempi

In concreto un ricorso al TAR costa di solito da circa 2.000 a 6.000 euro; gli appalti di valore elevato stanno sopra questa forbice. Due esempi, con importi indicativi:

Voce Esclusione da un concorso pubblico Ricorso ordinario con sospensiva (per esempio contro un’ordinanza di demolizione)
Contributo unificato 325 € (nulla sotto 40.978,92 € di reddito) 650 €
Onorario dell’avvocato 1.500 – 2.500 € 2.500 – 4.000 €
Notifiche e spese circa 50 € circa 50 €
Totale indicativo circa 1.900 – 2.900 € circa 3.200 – 4.700 €

Gli importi reali dipendono dal caso concreto, e se il ricorso viene accolto buona parte delle spese può essere posta a carico dell’amministrazione.

11. Come ti assiste lo Studio

L’Avv. Roberto Calzoni, specialista in diritto amministrativo, assiste in tutta Italia cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni nei ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. Se vuoi sapere quanto costa il tuo ricorso, richiedi un preventivo: indicaci il provvedimento, la data in cui l’hai ricevuto e il problema in poche righe.

Prima del ricorso valutiamo gratuitamente se ci sono i presupposti per agire e, solo se ci sono, formuliamo un preventivo scritto. Durante il giudizio seguiamo tutte le fasi, sospensiva compresa, senza costi a sorpresa. Dopo la sentenza ci occupiamo del recupero delle spese liquidate dal giudice.

Domande frequenti

Quanto costa il contributo unificato per un ricorso al TAR? Per un ricorso ordinario al TAR il contributo unificato è di 650 €. Per l’accesso agli atti e il silenzio è di 300 €, per il pubblico impiego e i concorsi di 325 € (non dovuto sotto 40.978,92 € di reddito), per gli appalti da 2.000 a 6.000 € in base al valore.

Quanto prende un avvocato per un ricorso al TAR? L’onorario dell’avvocato si calcola sui parametri forensi del d.m. 55/2014, per fasi del giudizio, e dipende da complessità, valore e urgenza del caso. Nella nostra esperienza si colloca di solito tra 1.500 e 5.000 €, sempre indicato prima in un preventivo scritto.

Quanto costa in totale un ricorso al TAR? Di solito da circa 2.000 a 6.000 €, sommando il contributo unificato e l’onorario dell’avvocato, che è la voce principale. Gli appalti di valore elevato costano di più, perché già il solo contributo unificato va da 2.000 a 6.000 €.

Quanto costa un ricorso al TAR per un concorso pubblico? Il contributo unificato è di 325 €, e non è dovuto se il reddito imponibile è inferiore al triplo della soglia del gratuito patrocinio, oggi 40.978,92 €. A questo si aggiunge l’onorario dell’avvocato: in totale, di solito, da circa 1.900 a 2.900 €.

Quanto costa un ricorso al TAR del Lazio? Costa come negli altri TAR: il contributo unificato è lo stesso in tutta Italia, per esempio 650 € per un ricorso ordinario. Cambiano solo l’onorario, secondo il caso, e le eventuali spese di trasferta per l’udienza.

Quanto costa un ricorso al TAR per abuso edilizio? Il ricorso contro un’ordinanza di demolizione o un diniego in materia edilizia segue il rito ordinario: il contributo unificato è di 650 €, a cui si aggiunge l’onorario dell’avvocato. Con la sospensiva il costo complessivo è di solito tra 3.200 e 4.700 €, come nell’esempio del capitolo 10.

Quanto costa un ricorso al TAR per bocciatura? Il contributo unificato è di 650 €, a cui si aggiunge l’onorario dell’avvocato, che comprende di solito la sospensiva per non perdere l’anno scolastico. Motivi e tempi sono spiegati nella guida al ricorso contro la bocciatura.

Quanto costa il ricorso al TAR contro la revoca del porto d’armi? Il ricorso al TAR contro la revoca o il diniego del porto d’armi, o contro il divieto di detenzione delle armi, segue il rito ordinario: il contributo unificato è di 650 €, a cui si aggiunge l’onorario dell’avvocato, calcolato sui parametri forensi in base alla complessità del caso e all’eventuale sospensiva. In alternativa, entro 30 giorni si può proporre il ricorso gerarchico al Prefetto (o al Ministro dell’Interno, se il provvedimento è del Prefetto), che non richiede il contributo unificato. Motivi e termini sono spiegati nelle guide sulla revoca del porto d’armi e sul divieto di detenzione armi.

Quanto costa un ricorso al TAR senza avvocato? Senza avvocato si paga solo il contributo unificato, ma è possibile soltanto nei giudizi in materia di accesso e trasparenza, in materia elettorale e sul diritto di soggiorno dei cittadini dell’Unione europea. Per l’accesso agli atti, per esempio, il contributo è di 300 €. In tutti gli altri casi il ricorso senza avvocato è inammissibile.

Si può fare un ricorso al TAR senza avvocato? In generale no: davanti al TAR l’avvocato è obbligatorio. Ci si può difendere da soli solo nei giudizi in materia di accesso e trasparenza, in materia elettorale e sul diritto di soggiorno dei cittadini dell’Unione europea.

Si può fare ricorso al TAR gratis? Sì, con il gratuito patrocinio, cioè il patrocinio a spese dello Stato, se il reddito imponibile, sommato a quello dei familiari conviventi, non supera 13.659,64 € e il ricorso non è manifestamente infondato: in quel caso non si pagano né il contributo unificato né l’avvocato. La domanda si presenta alla commissione per il patrocinio istituita presso il TAR. Per i ricorsi sul pubblico impiego e sui concorsi, inoltre, il contributo non è dovuto sotto 40.978,92 € di reddito.

Quanto costa perdere un ricorso al TAR? Oltre al proprio avvocato e al contributo unificato, chi perde può essere condannato a rimborsare le spese legali dell’amministrazione e dei controinteressati, salvo che il giudice le compensi. Se il ricorso è temerario si aggiunge una sanzione da due a cinque volte il contributo unificato.

Se vinco il ricorso, l’amministrazione mi rimborsa le spese? Di regola sì: il giudice condanna l’amministrazione soccombente a rimborsare le spese, calcolate sui parametri forensi. Il giudice può però compensarle; anche in quel caso il contributo unificato resta a carico dell’amministrazione che ha perso.

Come si paga il contributo unificato per il ricorso al TAR? Il contributo unificato si paga al deposito del ricorso, esclusivamente con il modello F24 telematico (F24 Elide) e i codici tributo del giudice amministrativo. Di solito se ne occupa l’avvocato, che deposita la ricevuta insieme al ricorso.

Quanto costa la sospensiva cautelare? La sospensiva non richiede un nuovo contributo unificato. L’attività dell’avvocato è di norma compresa nel preventivo o indicata a parte, indicativamente tra 500 e 1.500 €, secondo l’urgenza e la complessità.

Quanto costa appellare la sentenza del TAR in Consiglio di Stato? Il contributo unificato in appello è aumentato della metà: 975 € per un ricorso ordinario. A questo si aggiunge l’onorario dell’avvocato: indicativamente, il costo complessivo va da 2.000 a 6.000 €.

Lo Studio fornisce un preventivo prima di accettare l’incarico? Sì, sempre. Dopo una valutazione preliminare del caso, lo Studio rilascia un preventivo scritto e dettagliato applicando i parametri forensi. Il preventivo viene formulato solo se emergono concrete possibilità di tutela: non proponiamo ricorsi privi di prospettive.

I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un avvocato. Per ottenere un parere legale in ordine alla questione giuridica che interessa è possibile richiedere una consulenza, oppure fissare un appuntamento. Gli autori declinano ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle presenti informazioni.