Quanto costa una consulenza privacy (e un DPO esterno)?

Quanto costa una consulenza privacy (e un DPO esterno)?

Quanto costa una consulenza privacy: da cosa dipende il costo, i tre modelli di prezzo (intervento spot, adeguamento una tantum, assistenza continuativa), il costo del DPO esterno e come si richiede un preventivo, per aziende ed enti pubblici.

In breve — Non esiste un prezzo standard per la consulenza privacy: il costo dipende dal tipo di servizio (una consulenza è cosa diversa da un DPO), dalla dimensione dell’organizzazione, dal tipo di dati trattati e dallo stato di partenza. Si va da un intervento spot (un parere, un’informativa) all’adeguamento completo al GDPR con una quota una tantum, fino a un canone periodico per l’assistenza continuativa o per il DPO esterno. La regola pratica è una sola: prima un audit gratuito per capire la situazione, poi un preventivo scritto con attività e compenso definiti in anticipo.

1. Quanto costa una consulenza privacy? La risposta onesta

Chi cerca «quanto costa una consulenza privacy» vorrebbe un numero secco. La verità è che un prezzo standard, valido per qualunque situazione, non esiste — e diffidare di chi lo promette a scatola chiusa, senza aver visto nulla, è il primo consiglio utile. Adeguare al GDPR uno studio professionale con due dipendenti non ha lo stesso costo di mettere a norma un poliambulatorio che raccoglie dati sensibili sulla salute dei propri pazienti, un’impresa manifatturiera con un centinaio di addetti o una pubblica amministrazione.

Proprio perché ogni realtà è diversa, prima di formulare qualunque preventivo svolgiamo un audit gratuito: una fotografia della situazione che serve a capire quali dati tratta l’organizzazione, con quali strumenti e a che punto è la conformità. Solo dopo aver compreso la situazione e le reali esigenze del cliente possiamo indicare attività e costi con precisione, in un preventivo scritto concordato in anticipo secondo i parametri forensi. È il modo più onesto di rispondere alla domanda «quanto costa»: prima si guarda, poi si quota.

2. Da cosa dipende il costo

Il costo dipende prima di tutto dal tipo di servizio richiesto. Una consulenza privacy e un DPO non sono la stessa cosa, anche se spesso vengono confusi: il consulente privacy aiuta l’organizzazione ad adeguarsi — redige i documenti, dà pareri, imposta le procedure; il DPO (Responsabile della Protezione dei Dati) è invece una figura di sorveglianza e indipendenza prevista dal GDPR, che vigila sul rispetto della normativa e fa da punto di contatto con il Garante. Servizi diversi, impegno diverso, costo diverso (sul DPO torniamo al punto 4).

A parità di servizio, poi, il preventivo si muove soprattutto su quattro fattori:

3. I tre modelli di costo

Nella pratica, una consulenza privacy si può svolgere in tre modi — o in una combinazione:

Per dare un ordine di grandezza — sono range di mercato, non un listino dello Studio, e vanno sempre calati sul caso concreto:

Modello Quando conviene Ordine di grandezza
Intervento spot Una singola esigenza puntuale Da poche centinaia di euro a prestazione
Adeguamento una tantum Messa a norma completa ~1.500–4.000 € (di più con dati sensibili o strutture complesse)
Assistenza continuativa Essere seguiti nel tempo Canone mensile o annuo concordato

Il DPO esterno è un caso a sé: lo vediamo subito.

4. Quanto costa un DPO esterno

Il DPO esterno si remunera di norma con un canone, proporzionato alla complessità dei trattamenti e alla dimensione dell’organizzazione. I range di mercato variano in base alla complessità: indicativamente da 300 euro al mese per le organizzazioni con compliance semplice, fino a 800 euro e oltre per le strutture più articolate. A questi importi si aggiunge spesso una quota una tantum per l’audit iniziale.

Per molte realtà il DPO esterno è più conveniente di uno interno: unisce competenza giuridica e indipendenza, con costi prevedibili e senza il peso di un’assunzione dedicata. Va ricordato che la nomina è obbligatoria nei casi previsti dall’art. 37 del GDPR — tutte le pubbliche amministrazioni, e i privati che effettuano monitoraggio sistematico su larga scala o trattano su larga scala dati particolari: lì il costo del DPO non è un’opzione, ma un adempimento di legge. Abbiamo spiegato i tre casi nell’approfondimento su quando è obbligatorio nominare il DPO.

5. Il vero metro: costo della consulenza contro rischio di sanzione

C’è un modo più utile di guardare al costo della consulenza privacy: confrontarlo con ciò che si rischia a farne a meno. Le sanzioni del Garante non sono simboliche. L’art. 83 del GDPR prevede, per le violazioni più gravi, sanzioni fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo mondiale (si applica il maggiore dei due); per le violazioni meno gravi il tetto è di 10 milioni di euro o il 2%. A questo si aggiungono i danni reputazionali e, per le pubbliche amministrazioni, profili di responsabilità erariale e disciplinare.

Messa così, la domanda cambia. Il costo di una consulenza privacy — anche nella forma più completa — è di gran lunga inferiore all’esposizione di una sola contestazione gestita male. Non è una spesa, è un investimento che riduce un rischio concreto: una compliance fatta bene è la polizza più economica che un’organizzazione possa avere sui propri dati.

6. Come funziona il nostro preventivo

Lavoriamo con un percorso semplice e senza impegno iniziale: un primo contatto e un audit gratuiti per capire chi siete e cosa vi serve; l’individuazione delle priorità reali; un preventivo scritto con attività e compenso concordati secondo i parametri forensi. Da lì scegliete voi se procedere con un intervento mirato, con l’adeguamento completo o con un’assistenza continuativa.

Lo Studio Legale Calzoni offre consulenza privacy, GDPR e DPO esterno ad aziende, enti pubblici e studi professionali su tutto il territorio nazionale.

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Domande frequenti

Quanto costa l’adeguamento al GDPR di un’azienda? Dipende dalla dimensione e dai trattamenti: per una PMI di media complessità il progetto di adeguamento una tantum (audit, informative, registro, nomine, procedure) si colloca indicativamente tra 1.500 e 4.000 euro, con valori più alti se si trattano dati sensibili su larga scala o se la struttura è articolata. La cifra esatta si definisce solo dopo una prima analisi.

Quanto costa un DPO esterno? Si paga di norma con un canone periodico, proporzionato alla complessità: indicativamente da 300 euro al mese per le realtà più semplici, fino a 800 euro e oltre per quelle più articolate. È spesso più conveniente di un DPO interno perché unisce competenza e indipendenza senza un’assunzione dedicata.

Che differenza c’è tra un consulente privacy e un DPO? Il consulente privacy aiuta l’organizzazione ad adeguarsi: redige documenti, dà pareri, imposta le procedure. Il DPO (Responsabile della Protezione dei Dati) è una figura indipendente prevista dal GDPR che vigila sul rispetto della normativa ed è punto di contatto con il Garante. Sono ruoli diversi, con costi diversi; spesso lo stesso professionista può svolgere entrambe le funzioni, ma vanno tenute distinte.

La consulenza privacy si paga una volta o è un abbonamento? Entrambe le formule sono possibili. Si può intervenire una tantum (un adeguamento o una singola attività) oppure con un’assistenza continuativa a canone, che è la scelta di chi vuole essere seguito nel tempo su aggiornamenti, richieste degli interessati e incidenti. Concordiamo sempre prima quale formula conviene al vostro caso.

Il costo della consulenza privacy è deducibile? Per imprese e professionisti i compensi per consulenze legali e di compliance sono di norma costi inerenti all’attività e quindi deducibili secondo le regole fiscali ordinarie. Per il caso specifico è bene confrontarsi con il proprio commercialista.

Perché non basta un software o un modello scaricato da internet? Perché l’adeguamento al GDPR non è un adempimento solo tecnico: le scelte su basi giuridiche, informative, nomine e DPIA sono valutazioni giuridiche, ed è su quelle che si misura la responsabilità in caso di controllo o contestazione. Un software aiuta a gestire i documenti, ma non decide per voi se un trattamento è lecito.

I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un avvocato. Per ottenere un parere legale in ordine alla questione giuridica che interessa è possibile richiedere una consulenza, oppure fissare un appuntamento. Gli autori declinano ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle presenti informazioni.