CILA tardiva e CILA in sanatoria: quanto si paga e quando non basta

CILA tardiva e CILA in sanatoria: quanto si paga e quando non basta

Presentare la CILA dopo aver iniziato i lavori costa 1.000 euro, che scendono a 333 se si fa mentre il cantiere è aperto. Il rischio vero però è un altro: aver scelto il titolo sbagliato.

In breve — La CILA tardiva è la comunicazione di inizio lavori asseverata presentata dopo che i lavori sono già cominciati, e comporta una sanzione di 1.000 euro. La sanzione si riduce di due terzi, cioè a circa 333 euro, se la comunicazione è spontanea e arriva mentre l’intervento è ancora in corso di esecuzione. Il rischio maggiore non è però la sanzione, ma aver eseguito con CILA lavori che richiedevano la SCIA o il permesso di costruire.

1. Che cos’è la CILA tardiva e quali lavori richiedono la CILA

La CILA tardiva è la comunicazione di inizio lavori asseverata presentata quando i lavori sono già cominciati, o addirittura finiti. Nel primo caso si parla di CILA tardiva in senso proprio, perché il cantiere è ancora aperto; nel secondo di CILA in sanatoria, perché l’intervento è concluso — e la distinzione non è nominale, perché decide l’importo della sanzione. Presentarla in ritardo è ammesso dalla legge stessa, che non prevede alcun procedimento di sanatoria ma si limita a sanzionare il ritardo, riducendo la somma per chi si muove spontaneamente a cantiere ancora aperto.

La CILA serve per gli interventi che non rientrano in nessuno degli altri tre elenchi del testo unico, e in concreto sono quasi sempre le opere interne che non toccano le strutture: spostare o eliminare una tramezza, rifare il bagno o la cucina con i relativi impianti, cambiare la distribuzione degli ambienti. La condizione è che restino fuori volumi, sagoma, prospetti e destinazione d’uso, e che un tecnico abilitato asseveri la conformità urbanistica, sismica ed energetica dei lavori e il mancato interessamento delle parti strutturali (art. 6-bis del testo unico).

Che cosa si fa Che titolo serve
Manutenzione ordinaria, abbattimento di barriere architettoniche che non alterano la sagoma, vetrate panoramiche amovibili nessuno — edilizia libera (art. 6)
Opere interne che non toccano parti strutturali né prospetti CILA (art. 6-bis)
Manutenzione straordinaria su parti strutturali o prospetti, restauro conservativo sulle strutture, ristrutturazione non soggetta a permesso SCIA (art. 22)
Nuova costruzione, ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione che modifica la volumetria permesso di costruire (art. 10)

2. Quanto si paga per una CILA tardiva

Per una CILA tardiva si paga una sanzione pecuniaria di 1.000 euro, che la legge collega alla mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori. L’importo è fisso: non cresce con il valore dell’opera e non si gradua in base alla gravità, perché sanziona l’omissione della comunicazione e non l’intervento in sé.

La norma · art. 6-bis, comma 5, del d.P.R. 380/2001

«La mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori comporta la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di esecuzione.»

La riduzione di due terzi porta la sanzione a poco più di 333 euro, ma vale a due condizioni che vanno lette insieme: la comunicazione deve essere spontanea e l’intervento deve essere ancora in corso. Se una delle due manca, si torna ai mille euro pieni.

3. Perché conviene non aspettare la fine dei lavori

Aspettare la fine dei lavori per presentare la comunicazione costa il triplo, perché la riduzione è ancorata al cantiere ancora aperto: una pratica da poco più di trecento euro ne diventa una da mille, senza alcun vantaggio in cambio. È una scelta che molti fanno per inerzia, pensando di sistemare tutto alla fine.

Conta allo stesso modo la spontaneità: lo sconto premia chi si muove da sé, non chi comunica dopo un sopralluogo o una richiesta del Comune. E il rischio di essere preceduti non è teorico, perché la legge affida alle Regioni la disciplina dei controlli, anche a campione e con sopralluoghi in loco (art. 6-bis, comma 4). Fra il momento in cui ci si accorge della dimenticanza e quello in cui arriva una verifica c’è una finestra che conviene usare subito.

4. Quando la CILA tardiva non basta

La CILA tardiva non basta quando i lavori eseguiti richiedevano un titolo diverso, e questo è il rischio vero della materia: presentare una CILA non trasforma in intervento minore ciò che minore non era. Se le opere andavano assistite da SCIA o da permesso di costruire, la comunicazione non le copre e si ricade nel regime sanzionatorio proprio di quei titoli, che non si ferma a mille euro.

Che cosa serviva davvero Che cosa si rischia
SCIA il triplo dell’aumento del valore venale, minimo 1.032 euro (art. 37)
Permesso di costruire, con opere in parziale difformità demolizione, o il triplo del costo di produzione (art. 34)
Permesso di costruire, con opere in assenza o totale difformità demolizione in 90 giorni, acquisizione gratuita e 2.000-20.000 euro (art. 31)

La classificazione dell’intervento, quindi, pesa molto più della tempestività della comunicazione, e l’asseverazione del tecnico è il documento su cui quella classificazione si regge. Che cosa comporta ciascuna fascia è ricostruito nella guida sulle sanzioni per abuso edilizio.

5. Che cosa succede se la CILA non si presenta affatto

Se la CILA non si presenta affatto, il Comune applica la sanzione di mille euro quando accerta i lavori, senza la riduzione, perché la comunicazione non è stata spontanea. A risponderne è chi avrebbe dovuto trasmetterla, cioè l’interessato che ha commissionato l’intervento, non il tecnico che ne avrebbe curato l’asseverazione. Per le opere che davvero rientravano in quella categoria non si va oltre: non c’è ordine di demolizione, perché la legge non lo prevede per questo gradino.

Il problema si sposta però a valle, e di solito riemerge in uno di tre momenti: quando si presenta una nuova pratica edilizia sullo stesso immobile e l’ufficio confronta lo stato dei luoghi con quello assentito, quando arriva un controllo a campione, oppure quando la casa va venduta o ipotecata. Una difformità mai comunicata resta una difformità e incide sulla ricostruzione dello stato legittimo dell’immobile, che è il documento di cui hanno bisogno il notaio e la banca. È questa, più della sanzione, la ragione pratica per mettersi in regola.

6. Come ti assiste lo Studio

Lo Studio Legale Calzoni assiste privati, imprese e Comuni sulla qualificazione degli interventi edilizi e sulle sanzioni che ne derivano: verifica se le opere eseguite rientravano davvero nella CILA o richiedevano un titolo più impegnativo, se la sanzione applicata è quella corretta e se spetta la riduzione di due terzi, e indica che cosa serve per chiudere la posizione prima di una compravendita o di una nuova pratica. È una verifica che conviene fare presto, perché la differenza fra un gradino e l’altro non si gioca sull’importo della sanzione ma sulla possibilità di ritrovarsi, anni dopo, con un immobile che non si riesce a vendere.

L’assistenza prosegue poi nei momenti in cui la contestazione è già arrivata: quando l’importo richiesto non corrisponde alla norma applicabile, quando il Comune riqualifica l’intervento in una categoria più grave di quella dichiarata dal tecnico, o quando dalla riqualificazione discende un ordine di demolizione che la CILA non avrebbe mai comportato. In quei casi la partita si gioca sulla qualificazione dell’opera, ed è lì che si decide se la vicenda si chiude con mille euro o con la rimozione di quanto è stato costruito. Trovi tutte le aree di intervento nella pagina dedicata all’edilizia e urbanistica.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra CILA tardiva e CILA in sanatoria? Nella legge non ce n’è alcuna: in entrambi i casi si tratta della comunicazione presentata dopo l’inizio dei lavori. Nell’uso corrente «tardiva» indica quella trasmessa a cantiere ancora aperto e «in sanatoria» quella che arriva a lavori finiti, e la distinzione conta perché solo nel primo caso la sanzione è ridotta di due terzi.

Quanto tempo ha il Comune per rispondere a una CILA in sanatoria? La domanda è posta male, ed è un equivoco diffuso: la CILA non è un titolo che il Comune rilascia ma una comunicazione, quindi non esiste un termine entro cui l’amministrazione debba rispondere né un silenzio-assenso da attendere. Il Comune conserva però il potere di verificare l’intervento e, se accerta che richiedeva un titolo diverso, di applicare le sanzioni corrispondenti.

Si può presentare la CILA dopo aver iniziato i lavori? Sì. La CILA è una comunicazione e non un titolo da rilasciare, quindi può essere trasmessa anche a lavori iniziati: quello che la legge sanziona è il ritardo, con mille euro ridotti a un terzo se la comunicazione è spontanea e il cantiere è ancora aperto.

Quanto costa una CILA in sanatoria? La sanzione è di 1.000 euro, che scendono a poco più di 333 euro se la comunicazione arriva spontaneamente mentre l’intervento è in corso di esecuzione. A questo si aggiungono i costi del tecnico per l’elaborato e l’asseverazione.

La CILA tardiva è un abuso edilizio? Per gli interventi che vi rientrano effettivamente la legge prevede solo la sanzione pecuniaria, senza demolizione. Se però le opere richiedevano la SCIA o il permesso di costruire, la CILA non le copre e si applicano le sanzioni previste per quei titoli.

Il Comune può ordinare la demolizione dopo una CILA tardiva? Non per le opere che vi rientrano. Può farlo se, verificando la pratica, accerta che l’intervento andava assistito da un titolo diverso e che è stato eseguito in assenza di esso.

La sanzione si riduce anche se i lavori sono finiti? No. La riduzione di due terzi è prevista solo quando l’intervento è ancora in corso di esecuzione al momento della comunicazione.

I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali e non costituiscono parere legale. Ogni situazione va valutata nel caso concreto.