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Il RPCT può svolgere anche il ruolo di RUP?

1. RPCT e RUP possono coincidere?

Uno dei quesiti che frequentemente ci viene posto in occasione dell’adozione del PIAO o dell’aggiornamento del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT) riguarda la possibilità che il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) possa ricoprire anche il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP).

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha più volte espresso la propria contrarietà a questa sovrapposizione, ritenendola in contrasto con l’esigenza di assicurare un sistema di controlli effettivo e imparziale, soprattutto in un settore ad alto rischio corruttivo come quello dei contratti pubblici. Secondo ANAC, il cumulo dei due incarichi può compromettere l’indipendenza e l’autonomia del RPCT.

Tuttavia, il nostro studio legale ha elaborato soluzioni che, in specifici contesti, consentono di cumulare i due ruoli senza violare la normativa anticorruzione.  Tali soluzioni, già adottate da enti pubblici e società partecipate, sono state oggetto di verifica da parte dell’ANAC, che, nell’ambito di un procedimento di vigilanza, ha espresso un parere favorevole, consentendo al RPCT di continuare a svolgere anche l’incarico di RUP.

Allegato 3 al PNA 2022

“si rammenta che per assicurare che il RPCT non si trovi in una posizione di conflitto di. interessi, dovrebbe essere escluso che lo stesso rivesta contemporaneamente ruoli gestionali, quali la dirigenza di settori più esposti al rischio della corruzione (come, a titolo esemplificativo, l’Ufficio contratti, l’Ufficio gestione del patrimonio, l’Ufficio contabilità e bilancio, l’Ufficio personale), ovvero il ruolo di RUP nei procedimenti ad evidenza pubblica.”

2. Il divieto di cumulo tra RPCT e RUP

ANAC esclude che il RPCT possa essere scelto tra i dirigenti operanti in settori ad alto rischio corruttivo. Per questo motivo, l’orientamento dell’Autorità esclude la possibilità che il RPCT possa svolgere anche il ruolo di RUP negli appalti e nelle concessioni, al fine di prevenire conflitti di interesse, anche solo potenziali.

La sovrapposizione dei due incarichi determinerebbe infatti una situazione di coincidenza tra controllore e controllato, compromettendo l’imparzialità e l’efficacia della vigilanza. In altri termini, il RPCT si troverebbe nella posizione paradossale di dover valutare la correttezza della propria attività gestionale di RUP, vanificando così il principio di separazione tra funzione di controllo e funzione operativa.

Questo conflitto non riguarda solo il caso in cui RPCT e RUP coincidano, ma anche situazioni in cui il RPCT sia contemporaneamente preposto ad attività gestionali critiche, come la gestione del patrimonio, la contabilità, il bilancio o il personale dell’ente.

3. Quando il RPCT può svolgere anche l’incarico di RUP

Nonostante gli orientamenti restrittivi di ANAC, in casi eccezionali il cumulo tra gli incarichi di RPCT e RUP può essere ammesso, purché siano rispettate condizioni molto rigorose. Il nostro studio legale ha assistito enti in situazioni analoghe, ottenendo valutazioni favorevoli da parte di ANAC nell’ambito di procedimenti di vigilanza, a fronte di assetti organizzativi particolarmente ben strutturati.

Per poter giustificare la cumulabilità degli incarichi, è necessario:

  • che l’atto di nomina del RPCT contenga una motivazione particolarmente dettagliata: deve essere adeguatamente giustificata l’impossibilità di individuare una figura alternativa altrettanto qualificata, evidenziando le esigenze organizzative che rendono inevitabile tale scelta;
  • che siano individuate misure compensative per prevenire il conflitto di interessi: devono essere implementati strumenti e procedure che garantiscano l’indipendenza e l’efficacia delle funzioni di controllo, evitando che il RPCT si trovi a vigilare sulle proprie attività operative in qualità di RUP.

L’assenza di queste condizioni rende ingiustificabile il cumulo degli incarichi, esponendo l’ente al rischio di contestazioni e sanzioni e compromettendo eventuali difese in procedimenti di vigilanza ANAC.

4. Quali misure adottare per evitare conflitti RPCT-RUP

Se il RPCT svolge anche l’incarico di RUP, è necessario adottare misure organizzative in grado di prevenire situazioni di conflitto di interessi. Tali misure devono essere formalizzate, ad esempio, nel PIAO o nel PTPCT, attraverso una procedura interna dedicata alla gestione dei conflitti, che consenta di dimostrare la consapevolezza e la capacità dell’ente di neutralizzare il rischio.

Nel caso seguito dal nostro studio, ANAC ha ritenuto legittima la deroga al divieto di cumulo grazie a una motivazione puntuale, in cui sono state evidenziate le esigenze organizzative e la mancanza di risorse alternative. L’assenza di una giustificazione approfondita espone l’ente a rilievi e contestazioni, rendendo difficile sostenere la legittimità della nomina in caso di verifica o vigilanza.

5. Le misure compensative per risolvere il conflitto di interessi

Se il RPCT ricopre anche il ruolo di RUP, l’adozione di misure compensative da parte dell’ente pubblico o della società partecipata diventa imprescindibile per garantire l’indipendenza della funzione di vigilanza e dimostrare la piena conformità alle raccomandazioni dell’ANAC.

📌 Il primo intervento che il nostro studio legale ha suggerito è stato quello di elaborare e descrivere puntualmente la procedura di gestione dei conflitti di interessi all’interno del PIAO o del PTPCT. Questa soluzione permette all’amministrazione di dimostrare all’ANAC non solo di essere consapevole delle criticità, ma anche di aver individuato e adottato rimedi correttivi in grado di garantire la conformità delle proprie scelte ai principi di legalità e trasparenza.

📌 Un ulteriore intervento ha riguardato il ruolo del Vice RPCT, a cui è stata attribuita una funzione determinante nella gestione dei conflitti di interesse. In particolare, il Vice RPCT è chiamato a sostituire il RPCT nella vigilanza delle procedure in cui quest’ultimo opera anche come RUP. Questa soluzione assicura una netta separazione tra la funzione di controllo e quella gestionale, prevenendo situazioni di conflitto di interesse e rafforzando l’intero sistema di prevenzione della corruzione.

6. Conclusioni

Il cumulo tra gli incarichi di RPCT e RUP rappresenta un’eccezione alla regola, da valutare con estrema cautela e da giustificare puntualmente. L’orientamento di ANAC è chiaro nel ritenere tale sovrapposizione generalmente inopportuna, ma lascia spazi limitati a soluzioni organizzative che consentano di garantire comunque l’effettività del sistema di prevenzione della corruzione.

Quando supportiamo enti pubblici e società partecipate in casi simili, il nostro approccio è quello di costruire una motivazione dettagliata, coerente con l’assetto dell’ente, e affiancarla a misure compensative chiare, formalizzate nei documenti programmatori. In assenza di questi presìdi, la scelta di cumulare gli incarichi resta difficilmente difendibile. Consigliamo pertanto di valutare caso per caso e di predisporre soluzioni che possano reggere anche a un’eventuale verifica da parte di ANAC.

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